European Interreligious Forum For Religious Freedom

Abusi sulle minoranze religiose: il modello francese


Written the Tuesday, December 17th 2013 à 11:04
Raffaella Di Marzio




Traduzione dell'articolo Mistreatments of religious minorities: the French Model

Di Eric Roux, Comitato Direttivo di EIFRF – European Interreligious Forum for Religious Freedom

Relazione presentata il 16 ottobre 2013 a Bruxelles nel corso del seminario “Freedom of Opinion, religion and belief

Persecution of, and discrimination against, minority-groups”, organizzato da EIFRF con la collaborazione di:



• The Gerard Noodt Foundation for FoRB
• UNITED SIKHS
• Pro Europa Christiana
• Soteria International
• CAPLC Europe
• FOREF Europe
• EMISCO


Alcuni degli altri relatori vi parleranno delle buone pratiche esistenti in Europa in merito al trattamento riservato alle minoranze religiose, ma io ho il difficile compito di descrivervi un paese con un sistema noto per la sua discriminazione e le sue cattive pratiche. Sfortunatamente, conosco bene quel paese perché è il mio: la Francia.
 
Affinché comprendiate il sistema francese relativo alle minoranze religiose, o alle religioni in generale, vi spiegherò come esso funziona e quali sono le sue peculiarità.
 
Cominciamo perciò dall’aspetto governativo della questione. In Francia esiste un’agenzia governativa chiamata MIVILUDES, acronimo che significa “Missione interministeriale di vigilanza e lotta contro le devianze settarie”. Essa dipende direttamente dall’autorità del Primo Ministro.
 
Sfortunatamente, in Francia la parola “setta” o “culto” non ha una definizione legale, il che permette a questa agenzia di utilizzarla contro ogni movimento, religione, individuo di cui ci si voglia sbarazzare. Questo uso della parola “setta” permette di prendere di mira qualsiasi gruppo e di fare una distinzione tra religioni “buone” e “cattive”, distinzioni operate dallo Stato anche se prive di fondamento legale, in assoluta violazione di ogni standard internazionale o europeo sui Diritti Umani, ma anche in violazione della Costituzione francese che proibisce allo Stato di interferire nella sfera religiosa o di discriminare tra le religioni.
 
Il Rapporto annuale della MIVILUDES del 2008 definisce la devianza settaria come un assoggettamento mentale laddove “Una o più persone cominciano a credere a certe idee che differiscono dalle idee generalmente accettate dalla società”.
 
Altri funzionari governativi francesi hanno fatto dichiarazioni pubbliche in merito alla “lotta” contro ciò che essi considerano credenze “devianti”. Per esempio, a una conferenza della MIVILUDES tenuta al Palazzo Municipale di Lione nel novembre 2009, il Segretario di Stato per la Giustizia francese Jean-Marie Bockel disse:
 
“Il fenomeno settario può essere analizzato come una patologia della credenza su uno sfondo di identificazione e deregolamentazione della credenza”.
 
Affermazioni di questo tipo, poi diffuse dai media nazionali, sono state postate sul sito ufficiale del Ministero della Giustizia francese, dove sono tutt’ora reperibili.
 
Nel corso degli anni la MIVILUDES si è impegnata in numerose campagne contro i nuovi movimenti religiosi che definisce “sette”, ma non solo: anche contro piccole comunità di religioni più antiche come quella cattolica, protestante, evangelica e altre. Ha addirittura organizzato irruzioni in quelle comunità presentandosi con i giornalisti e facendo commenti fortemente spregiativi così da incoraggiare la propria “agenda” [*] di etichettatura di tali comunità come “sette”.
 
[*] Agenda: ordine del giorno, ma anche secondi fini, o propri fini – N.d.T.
 
La MIVILUDES non ha mandato giuridico per condurre tali investigazioni, ma utilizza la sua forza ufficiale  per imporre queste “visite” improvvisate e sollevare interrogativi sulle diverse comunità.
 
La MIVILUDES è solo una parte del sistema francese di contrasto alle minoranze religiose etichettate come “sette”. Il governo francese, volendo assicurarsi che la legge penale venga usata contro i seguaci sulla base dell’appartenenza a certi movimenti religiosi, ha istituito all’interno del Ministero della Giustizia una unità speciale chiamata “Missione Sette”.
 
Le funzioni della Missione Sette sono sovrintendere, “coordinare e lanciare procedimenti pubblici” contro le “sette”, essenzialmente fare pressioni sui procuratori generali di tutto il paese per mandare a processo le fedi minoritarie. È importante notare che le comunicazioni tra la Missione Sette e i pubblici ministeri sono segrete. Non compaiono negli atti processuali. Pertanto chi viene sottoposto a indagine, o gli imputati rinviati a giudizio, non vi possono accedere.

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Raffaella Di Marzio

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