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Saluzzo o le 120 Giornate di Sodoma - Agenzia Radicale


Written the Wednesday, March 12th 2014 à 19:08
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Source Agenzia Radicale

Un recente episodio della trasmissione “Mistero” ci fa riflettere sulle possibili forme di sciacallaggio che si consumano sullo sfondo della controversa questione delle “sette sataniche” e, più in generale, delle “sette religiose”. Ho già parlato del caso di Saluzzo, una triste vicenda di suicidi in età adolescenziale che sembra in qualche modo collegata (ma questo lo stabilirà l’iter giudiziario) con un professore che avrebbe intrecciato relazioni sentimentali con alcune studentesse.
 
Nel tentativo sensazionalistico d’infilare a tutti i costi in questa vicenda misteriose “sette sataniche”, in virtù del fatto che alcuni studenti sarebbero accaniti lettori di Anton La Vey, fondatore nel 1966 della legale e legalitaria Chiesa di Satana di San Francisco, la trasmissione “Mistero”, mostrando in modo insistente dati e tratti di una delle ragazze suicide, si rivolge a una sensitiva che cerca di entrare in contatto con l’anima della defunta.
 
Lo show è garantito, e la sofferenza dei familiari, costretti a ingurgitare queste forme di speculazione sul suicidio della loro giovane figlia, sorella o cugina, è un prezzo che bisogna essere pronti a pagare, perché lo spettacolo vergognoso che offre la irresponsabile speculazione mediatica sulla delicata questione delle “sette” deve continuare, e spesso ai danni degli innocenti.
 
Dopo le fondate polemiche sulla utilità e perfino sulla costituzionalità della Squadra Anti-sette della Polizia di Stato, la senatrice Alberti Casellati ha presentato come prima firmataria un’interrogazione parlamentare in cui propone la creazione di una MIVILUDES italiana (controverso organismo governativo francese accusato da varie ONG di violare i diritti umani fondamentali, fautore di una politica che è costata alla Francia tre condanne dalla Corte di Strasburgo), con lo scopo di un controllo ancora maggiore sulle cosiddette “derive settarie”.
 
Di quali “derive settarie” si parli a tutt’oggi non è chiaro: non un solo procedimento in tribunale ha mai portato, nella storia della Repubblica, a certificare l’esistenza di una delle “psico-sette” rappresentate con tanta fantasia dalla informazione generalista. Ci sono stati semmai cospicui risarcimenti, come quello di centomila euro elargito a Marco Dimitri (Bambini di Satana) per i quattrocento giorni di ingiusta detenzione, o sentenze che hanno smontato esplicitamente il teorema della “psico-setta”, come nel caso Arkeon, perché i casi di malagiustizia hanno un costo non solo umano, ma anche economico, e si vanno a sommare ai milioni di processi arretrati che si dovrebbe quanto prima estinguere con una irrimandabile amnistia.
 
Ma anziché pensare a come estinguere i reati per risolvere l’emergenza carceraria, se ne propongono di nuovi, rilanciando il “reato di manipolazione mentale”; e negli stessi giorni in cui qualcuno invoca queste leggi restrittive contro le sette in Italia, a Parigi Rudy Salles, collaboratore di Georges Fenech, esponente della FECRIS, sembra puntare addirittura a una MIVILUDES europea, presentando al Consiglio d’Europa un rapporto, già confutato in varie sedi, sulla protezione dei minori dalle derive settarie.
 
La FECRIS, a cui appartengono anche i principali gruppi anti-sette italiani, è l’associazione francese che ha suscitato preoccupazione a livello internazionale per via del pericolo che rappresenterebbe per i diritti delle minoranze religiose, stabilendo una linea di demarcazione arbitraria tra religione e “setta” con lo scopo di combattere queste ultime, e che ha sostenuto il riuscito obiettivo, perseguito anche dagli anti-sette nostrani, di far approvare in Francia una versione aggiornata del reato di plagio ideato dal regime fascista per perseguitare i dissidenti, mai applicato fino al caso Braibanti, che dopo la lotta solitaria di Marco Pannella e le proteste di intellettuali come Pier Paolo Pasolini, Alberto Moravia, Mauro Mellini ed Elsa Morante fu abolito nel 1981 per via della sua palese incostituzionalità dalla Corte Costituzionale.
 
Il modello francese è stato esportato in Belgio, dove tra le “sette pericolose” figura laComunità di Sant’Egidio: una sorta di maccartismo religioso in cui si finisce facilmente, dunque, nella “black list” dei “gruppi settari”, e che qualcuno vorrebbe applicare anche da noi, senza rendersi conto che una maggiore laicità non si ottiene attraverso la stigmatizzazione dei gruppi religiosi, ma mediante un’azione riformatrice che fornisca innanzitutto un quadro legislativo adeguato, evitando falsi laicismi, equiparando diritti e doveri dei gruppi religiosi, spirituali, non credenti e atei.(...)
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