European Interreligious Forum For Religious Freedom
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Tradotto dallo spagnolo da EIFRF


L’AEE chiede di inviare email ai parlamentari prima della votazione di leggi chiave in Europa
Origine

L’Alleanza Evangelica Spagnola Europea e altri enti chiedono ai loro rappresentanti politici a Strasburgo la rettifica del rapporto sulle “sette e i minori” e di votare a favore di quello inteso a combattere la “schiavitù moderna”.
 
02 di aprile del 2014, STRASBURGO

Due rapporti chiave saranno votati durante la prossima Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. In risposta, sia l’Alleanza Evangelica Spagnola (AEE), sia il suo partner europeo Alleanza Evangelica Europea (EEA) hanno deciso di impegnarsi in uno sforzo speciale per mobilitare i parlamentari europei affinché partecipino alle votazioni.
 
Da un lato chiedono di rettificare il rapporto sulla “Protezione dei minori contro gli abusi delle sette(potete leggere il rapporto in inglese, qui). In secondo luogo, di votare a favore del rapporto sulla “Prostituzione, traffico e schiavitù moderna in Europa” (potete leggere il rapporto in inglese, qui).
 
E’ possibile scaricare il testo dell’AEE da inviare ai parlamentari spagnoli membri del Consiglio d’Europa, qui.
 
E’ possibile scaricare gli indirizzi email (pubblici) dei parlamentari spagnoli al Consiglio d’Europa, qui.
 
 
EEA: L’IMPORTANZA DI ESSERE PRESENTI ALLA VOTAZIONE

L’Alleanza Evangelica Europea (suo acronimo in inglese EEA), tramite il suo rappresentante presso le autorità europee, Julia Doxat-Purser, ha esortato i cittadini di fede evangelica nei paesi che fanno parte del Consiglio d’Europa (tutto il continente eccetto la Bielorussia, la Città del Vaticano e il Kazakistan) a esortare i propri parlamentari a partecipare alle votazioni fissate per la prossima settimana (dal 7 all’11 di aprile) in seno all’Assemblea Parlamentare a Strasburgo.

“Molti non si presenteranno”, ha commentato la signora Doxat-Purser. “Abbiamo l’opportunità di chiedere a dei parlamentari di partecipare a questa seduta dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa. La nostra preoccupazione principale è riuscire a bloccare questo rapporto sulle “sette”.
 
RISCHI  DI VIOLAZIONI DEL DIRITTO ALLA LIBERTA’ DI RELIGIONE NEL RAPPORTO SULLE “SETTE”
 
Il rapporto “Protezione dei minori contro gli abusi delle sette” è stato redatto dal parlamentare francese Rudy Salles ed ha ricevuto una valutazione negativa dall’Alleanza Evangelica Europea, poiché redatto con “ignoranza” e perché “mette a rischio la libertà di religione” di alcune chiese e organizzazioni evangeliche nei paesi dove esse sono un’esigua minoranza, a causa dell’uso vago che viene fatto del termine “setta”.

L’Alleanza Evangelica Spagnola (AEE) spiega la sua posizione nel testo che si propone di inviare ai parlamentari spagnoli.

La AEE ritiene che anche se la difesa della libertà dei minori è un “obiettivo corretto”, “lo si dovrebbe combinare con la salvaguardia della libertà di coscienza e ci si dovrebbe assicurare che le misure legali proposte, siano fondate su un criterio obiettivo, non siano soggette ad arbitrarietà, e che permettano di identificare chiaramente cosa è un abuso e cos’è invece il diritto di trasmettere dei valori in libertà ai minori”.
 
“Quindi, ci sorprende vedere che alcune delle informazioni nel testo, si permettono di qualificare la Scuola Evangelica Lituana” come setta”, si legge nella valutazione del rapporto.
 
CHI DECIDE QUALE GRUPPO E’ UNA ‘SETTA’?
 
Il testo dell’AEE sottolinea che “il rapporto stesso riconosce che non è facile trovare un accordo su una definizione oggettiva di “setta”e che, di conseguenza, è facile cadere nella tentazione di agire in modo inquisitorio nei confronti di qualsiasi gruppo, per il semplice motivo che rappresenta una minoranza o per il fatto che si stanno difendendo valori diversi da quelli tradizionali (non dimentichiamo che i valori che hanno dato origine alla democrazia nel XVI secolo erano a quel tempo considerati minoritari e settari)”
 
“Consideriamo che questi elementi debbano essere corretti con gli emendamenti corrispondenti, se si vuole approvare questo rapporto”, conclude la petizione dell’AEE.
 
“PROTEZIONE DELL’INFANZIA: CRITERIO COMUNE PER TUTTI, NON SOLO PER LE RELIGIONI”
 
Interrogato su questo problema, il segretario generale dell’Alleanza Evangelica Spagnola, Jaume Llenas, ha aggiunto: Siamo d’accordo sulla protezione dei minuri da abusi da parte di gruppi settari, ma il pericolo potrebbe essere la catalogazione di cos’è un gruppo settario”.
 
 “La mia percezione è che il definire pericolose le sette e quindi creare norme speciali per i gruppi religiosi, rappresenti un rischio. Ci devono misure legislative a protezione dei minori che valgono per tutti, sia che si tratti di gruppi religiosi che non religiosi. Se qualcuno infrange la legge deve essere punito a prescindere dalla sua appartenenza. Il rischio qui è quello di criminalizzare le credenze religiose e, di conseguenza, di ledere i diritti fondamentali, perché la libertà di coscienza è un diritto fondamentale che deve essere protetto, non regolamentato.”

ANCHE LA FEREDE SI MOBILITA CONTRO LA LEGGE SULLE SETTE

Anche la FEREDE (Federazione degli Enti Evangelici della Spagna) si è detta preoccupata del rapporto sulle “sette e la protezione dei minori”.

La Federazione ritiene che il rapporto presentato da Salles, per chi “dubita della sua imparzialità”, contenga “una serie di espressioni e argomenti estremamente allarmanti che potrebbero costituire una minaccia per la libertà di religione e di coscienza dei cittadini europei”.
 
La Federazione invita a “votare contro la mozione” ed è per questo che “ha trasformato le sue conclusioni e avvertenze in una relazione indirizzata ai membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa spagnoli”, affinché “non adotti tale mozione o venga riesaminata ulteriormente con molta attenzione dalla Commissione Affari Legali e Diritti Umani”.
 
Maggiori informazioni sull’opinione emessa dalla FEREDE, si possono leggere qui.
 
SUPPORTO AL METTER FINE ALLA SCHIAVITU’ SESSUALE IN EUROPA
 
D’altra parte, la EEA e la AEE sono molto favorevoli ad appoggiare il rapporto sulla “Prostituzione, traffico e schiavitù moderna in Europa”.
 
Il testo, promosso dal parlamentare portoghese José Mendes Bota è un passo molto importante, afferma la AAE , in quanto “considera la prostituzione una grave forma di sfruttamento che favorisce la tratta di essere umani”.
 
“Il rapporto propone una coordinazione a livello europeo nella lotta contro questo flagello, una tratta che colpisce oltre 320.000 donne in Spagna. I Cristiani Evangelici spagnoli sono stati a capo delle società anti-schiaviste che lottarono contro la tratta degli schiavi tra l’Africa e le nostre colonie in America. Oggi stiamo ancora lottando contro ogni tipo di traffico di esseri umani tramite la Exclavitud XXI e altre entità”, commenta. Pertanto si sollecitano i parlamentari a “dare voto favorevole a questo rapporto”.
 
E’ possibile scaricare il contenuto dell’email da inviare ai parlamentari spagnoli membri del Consiglio d’Europa qui. E’ possibile visualizzare gli indirizzi email (pubblici) di questi parlamentari qui.
 
 
Redatto da: Protestante Digital 2014

Rédigé par EIFRF le Friday, April 4th 2014 | Comments (0)

OPPOSITION TO THE COUNCIL OF EUROPE’S UPCOMING VOTE TO ESTABLISH “SECT OBSERVATORIES” AND “SECT AWARENESS SESSIONS” SWELLS
Opposition to the Council of Europe’s Upcoming Vote to Establish “Sect Observatories” and “Sect Awareness Sessions” Swells (via World Religion News)

Next week, the Parliamentary Assembly of the Council of Europe (PACE) will vote on a Report and Resolution that proposes to adopt the controversial and internationally criticized policies of the French government towards minority religions so that these…


Rédigé par World Religions News le Friday, April 4th 2014 | Comments (0)

Today, the THE GUILD OF EXPERTS ON RELIGION AND LAW, based in Moscow, sent a letter to the President of the Parliamentary Assembly of the Council of Europe. In their letter, these Russian law experts raise strong concerns about the report "the protection of minors against excesses of sects"drafted by French rapporteur Rudy Salles. They say: "The exportation of this ideological biased system from France to other countries of the Council of Europe would be a very unconsidered move for the Assembly.
For these reasons, and many others that we can’t obviously raise all in this letter without writing a book, we would like to ask the Assembly to not engage in such a risky path, a path which will encourage discrimination, persecutions of religious minorities throughout the member States of the Council of Europe." Here is the text of the letter (and below the letter itself):


Rudy Salle's report at PACE: THE GUILD OF EXPERTS ON RELIGION AND LAW in Russia raises strong concerns for religious freedom
Mrs Anne Brasseur
President of the Parliamentary 
Assembly of the Council of Europe
Avenue de l’Europe
67075 Strasbourg Cedex 
 
Moscow, the 24th of March 2014
 
Dear Mrs Brasseur,
 
Having read the draft report by Mr Rudy Salles, from the French delegation at the Parliamentary Assembly, “The protection of minors against excesses of sects”, we would like to express our concern regarding the content of the report, as well as the resolution and recommendations it contains.
 
First of all, the report affirms peremptorily some “truths” that are not based on facts, and that are contradicted even in the report itself. For example, in para 5, it is stated: “The Assembly notes that the phenomenon of excesses of sects affecting minors is ever more present in Europe.” However, in the report itself, all the data show that there is no evidence of such a phenomenon. The reports even affirms that there is a “lack of comprehensive data on the subject, especially in central and east European countries, and the lack of practical and effective action against the phenomenon in most Council of Europe member states”. Such a report, recommending for strong measures against so-called “sects”, should be based on strong facts, and on the contrary, it is based only on an ideology not supported by any fact.
 
The term “sect” is a pejorative term which is used in the entire world to stigmatize religious minorities, and justify some of the worst persecutions by governments, mainstream State religions or else, of these minorities. In Russia, for example, it is used to fight and persecute many non-orthodox Christian groups, as well as Muslims, Hindus, new religious movements, some Jewish communities, etc. 
 
The use of this term by governmental bodies is since a long time considered as violating Human Rights, as it has been expressed by the ODHIR at the OSCE , by the UN special Rapporteur on Freedom of religion or Belief , but also by the Council of Europe itself .
Children must be protected and there is no doubt that the Convention on the Rights of the Child should apply in any community, religious or not, traditional or non traditional. However, the report is done in a way that goes against this very convention. Targeting the children and parents of so-called sects will lead undoubtedly to violations of the articles 2.1, 2.2, 14.1, 14.2, 14.3 and moreover article 30 of this convention.
 
This is also encouraging violations of the rights of parents to educate their children in conformity with their own convictions, as discrimination arise when some religious groups are targeted as “non traditional”, “sects”, cults”, etc. And children must be protected from discrimination, and violation of their rights including article 9 of the European Convention on Human Rights.
 
This report, poorly made, contradicts also the jurisprudence of the European Court of Human Rights. When some courts have tried to prosecute new religious movements on the basis of the peremptory statement that they were “sects” and that for that reason Children were at stake. In Jehovah’s Witnesses of Moscow v. Russia, the Court recalled that Article 2 of Protocol No. 1 of the Convention on Human Rights requires the State to respect the rights of parents to ensure education and teaching in conformity with their own religious convictions and concluded:
“Both parents, even in a situation where they adhere to differing doctrines or beliefs, have the same right to raise their children in accordance with their religious or non-religious convictions and any disagreements between them in relation to the necessity and extent of the children’s participation in religious practices and education are private disputes that are to be resolved according to the procedure established in domestic family law.” [para 125]
 
The resolution also proposes “Extensive awareness-raising measures for welfare services, judges (in family law cases, especially when parents separate), civil servants, the police and ombudsmen’s”. These “awareness raising measures” on so called “sects” have existed in Germany and the UN Human Rights Committee, in its 1996 Concluding Observations regarding Germany, have recommended that Germany discontinue "sensitizing sessions for judges against the practices of certain designated sects”. These “awareness raising sessions” also exist in France, where they constitute one sided indoctrination sessions that have resulted in strong discrimination against religious minorities or new religious movements. These sessions are absolutely contrary to the Recommendation CM/Rec(2010)12 
of the Committee of Ministers to member states
on judges: independence, efficiency and responsibilities: 22. In their decision making judges should be independent and impartial and able to act without any restriction, improper influence, pressure, threat or interference, direct or indirect, from any authority, including authorities internal to the judiciary. (…)
57. An independent authority should ensure, in full compliance with educational autonomy, that initial and in-service training programmes meet the requirements of openness, competence and impartiality inherent in judicial office.
 
The whole report is openly based on data provided by FECRIS and the French Miviludes. FECRIS is known for associating with the “mighty” and discriminate against religious minorities they label as “sects”. They cannot be considered as neutral, fair or reliable for such a report which touches such an important issue. FECRIS is almost entirely funded by the French government, so it is not a surprise that they are linked to the French Miviludes, an internationally criticized body which is suppose to fight against “sects”. The exportation of this ideological biased system from France to other countries of the Council of Europe would be a very unconsidered move for the Assembly.
 
For these reasons, and many others that we can’t obviously raise all in this letter without writing a book, we would like to ask the Assembly to not engage in such a risky path, a path which will encourage discrimination, persecutions of religious minorities throughout the member States of the Council of Europe. Every religion is a minority somewhere. Every religion is a “sect” somewhere in the views of some others. The Council of Europe is here to protect the Right to Freedom of religion or Belief of every person, including the ones who are members of religious minorities. This report should be, at the very least, sent back to Committee for further review until it is done properly and that the resolution and recommendation it proposes respects Human Rights international standards.
 
Warm regards,
 
Roman Lunkin,
President of Guild of Experts on Religion and Law (Moscow, Russia)
 


Rédigé par EIFRF le Wednesday, April 2nd 2014 | Comments (0)

The famous Christian newspaper Nederlands Dagblad (Netherlands Daily) published yesterday an article about the numerous protest letters sent to members and President of the Parliamentary Assembly of Europe on the issue of the Rudy Salles' report and the threat for religious freedom it represents. Here is an english translation of the article.


Nederlands Dagblad newspaper article on Religious Freedom at stake at PACE
Protest against European anti-sect plan increases

(source nl)

STRASBOURG - More than sixty humanitarian and religious organizations in Europe are protesting heavily against a plan to set up a watchdog against cults. The plan of the French politician Rudy Salles is a profound violation of the freedom of religion.
 
Sixty-four organizations and spiritual leaders from Europe and the United States are "deeply concerned" about the proposal of Salles which will be submitted next week in the Council of Europe. In a joint statement they asked President Anne Brasseur of the Council of Europe to send the proposal back to the Committee on Legislation and Human Rights.
 
Salles advocates the establishment of an 'observation centre that serves to protect minors against sectarian influences'. In the draft report Salles suggests that the extent of "sectarian excesses" increases and more and more young people are at risk. To prove that trend Salles has gotten a questionnaire filled out and did two visits, to Germany and Sweden.
 
The joint organizations think that Salles' proposal to monitor religious splinter groups is a threat to  fundamental human rights, like the freedom of religions and the right of parents to raise their children to their own judgement. In addition the establishment of an observation centre against sects affects the neutral position of governments towards churches.
 
Thin slice
Also the European Evangelical Alliance (EEA), the Forum for Religious Freedom in Europe (Foref) and other agencies turn themselves with strong words against the proposal. "The evidence Salles comes up with is thin slice. The report should be rejected ," says Christel Ngambi, spokesman for the EEA. The Alliance is a partnership of fifteen million evangelical Christians in 34 European countries.
 
"Europe has adequate laws and safeguards against illegal practices of sects, "says Ngambi." Salles wants the Council of Europe to radically change direction. His proposal is at odds with decisions and declarations of the council in the past 22 years." In addition, the 47 EU member states have sufficient laws to guarantee the rights of children in religious minorities.
 
Superficial
President Peter Zöhrer of Foref adds that Salles has not complied with the required impartiality of rapporteurs. For many years, Salles has been closely associated with the French lobby against sects and a convinced supporter of organizations fighting faiths." Salles is neutral nor impartial," says Zöhrer, "and didn't care for the code of conduct for rapporteurs of the Council of Europe ."
 
Also the Italian constitutional law professor Pietro Nocita has joined the chorus of opponents. He believes that the establishment of a watchdog against cults is not in line with European principles and fundamental rights. "The European countries have already established legal sanctions against abuses." He also denounces the superficial definition of "abuse" in the proposal of Salles: "He speaks about a negative influence on young people, that wording is vague and general."
 
Written by Gerhard Wilts

Rédigé par EIFRF le Wednesday, April 2nd 2014 | Comments (0)

Here is the letter (EIFRF is one of the signatories. All signatories are listed below):


64 NGOs and civic society and religious leaders slam Rudy Salles' report at PACE in a strong multi-faith letter
IRF Roundtable – Multifaith Letter on Salles Report (via http://www.freedomofconscience.eu)

March 31, 2014 The Honorable Anne Brasseur President Parliamentary Assembly of the Council of Europe Avenue de l’Europe F-67075 Strasbourg Cedex France Dear Madame President, We write as an informal group of organizations and individuals who are scholars…


Rédigé par EIFRF le Tuesday, April 1st 2014 | Comments (0)

Source : http://www.dimarzio.info/it/articoli/liberta-religiosa/376-preoccupazione-per-il-rapporto-rudy-salles.html


Madame Anne Brasseur

President of the Parliamentary

Assembly of the Council of Europe

Palais de l’Europe

67075 Strasbourg Cedex

19 marzo 2014

Gentile Signora Anne Brasseur,

Mi chiamo Raffaella di Marzio e sono una ricercatrice italiana di Psicologia della Religione. Dal 1994 studio le minoranze religiose da un punto di vista psicologico ed educativo. Questi gruppi vengono definiti anche Nuovi Movimenti Religiosi e, spesso, “sette” o “culti”, termine dispregiativo usato solitamente per stigmatizzare le minoranze religiose.

Vorrei attirare la Sua attenzione sul rapporto stilato dal Sig. Rudy Salles, parlamentare francese e membro della delegazione francese di PACE. Il suo rapporto è stato adottato lunedì 3 marzo 2014 dalla Commissione Affari Legali e Diritti Umani della PACE. Tale rapporto verrà messo ai voti a Strasburgo nella seconda sessione della PACE a partire dal 7 aprile prossimo. Il rapporto viene presentato come un auspicio per la protezione dei minori contro i trattamenti dannosi all’interno delle “sette”, ma, in base alla mia esperienza e ai miei studi in questo campo, esso rappresenta una minaccia reale per i bambini e i genitori appartenenti a minoranze religiose in ogni paese del Consiglio d’Europa.

Ecco il rapporto:

http://website-pace.net/documents/10643/110596/ajdoc0720022014press.pdf/42ae8104-ad82-4097-b3a2-5ceb19a14769

In particolare, vorrei attirare la Sua attenzione su un’idea più volte ripetuta nel rapporto del Sig.  Rudy Salles: l’idea che le “sette” perpetrino abusi psicologici sui minori, il cosiddetto reato di “manipolazione mentale”. Ecco tre estratti del rapporto:

L’Assemblea è particolarmente preoccupata riguardo all’influenza che movimenti di tipo settario possono avere sui minori, vista la loro vulnerabilità. Condanna fermamente gli “abusi delle sette”, vale a dire quegli atti che hanno lo scopo o effetto di creare, mantenere o sfruttare uno stato di sottomissione psicologica o fisica in un individuo, creando danni a quell’individuo o alla società. Tali abusi possono causare violazioni dei diritti umani, in particolar modo per quanto riguarda la salute, l’integrità fisica e psicologica, l’educazione e lo sviluppo sociale ed emozionale dei minori, che sono spesso allontanati dal loro ambiente familiare e/o isolati da qualsiasi contatto esterno. (Pag. 1)

           

 […]

Quello che ci interessa in relazione alla preparazione di questo rapporto sono “gli abusi delle sette” che, secondo la Missione Interministeriale francese per la Vigilanza e la lotta alle Derive Settarie (MIVILUDES), sono caratterizzate da un “uso di pressione o tecniche che hanno lo scopo o l’effetto di creare, mantenere o sfruttare uno stato di sottomissione psicologica o fisica in un individuo, causando danno a quell’individuo o alla società”. (Pag. 4)

 […]

Sarebbe estremamente utile e potrebbe avere un effetto sia di sanzione che di dissuasione seguire l’esempio di alcuni stati, tipo il Belgio, la Francia e il Lussemburgo, rendendo l’abuso della debolezza psicologica e/o fisica un reato penale, introducendo un articolo nel Codice Penale. (Pag. 13)

Sfortunatamente,  il Sig. Salles ha ragione: grazie all’influenza negativa dei media e della propaganda antisette, alcuni governi europei hanno istituito commissioni parlamentari d’inchiesta, squadre antisette e addirittura approvato leggi contro i “culti” o, in altre parole, contro il presunto “reato di manipolazione mentale” che le “sette pericolose” perpetrerebbero ai danni dei loro seguaci, in modo particolare dei minori.

Da circa 16 anni svolgo ricerca approfondita in questo campo e ho riassunto i risultati dei miei studi nel libro “Nuove religioni e sette. La psicologia di fronte alle nuove forme di culto” pubblicato nel 2010. Ho compreso che la teoria della “manipolazione mentale”, o "lavaggio del cervello", o “persuasione coercitiva” applicata alle “sette” non ha fondamento scientifico.

Vorrei citare la più importante Associazione professionale degli psicologi, che ha pubblicato dichiarazioni ufficiali su questa questione.

La posizione ufficiale dell’APA (American Psychological Association)

1987 – Il 10 febbraio 1987 l’APA si unì ad altri soggetti per sottoporre una memoria  nel caso Molko, pendente innanzi la Corte Suprema della California, che riguardava questioni di "lavaggio del cervello" e persuasione coercitiva in relazione alla Chiesa dell’Unificazione. La memoria affermava che, applicata ai nuovi movimenti religiosi, la teoria della persuasione coercitiva “non è accettata dalla comunità scientifica” e che la metodologia pertinente “è stata ripudiata dalla comunità scientifica”. Sarebbe decisamente difficile affermare tale posizione con maggior chiarezza; la memoria implicava inoltre che, quando venivano applicate ai nuovi movimenti religiosi – molto spesso definiti “sette” o “culti” – le teorie del controllo mentale, anche denominate "lavaggio del cervello", “controllo mentale” o “persuasione coercitiva”, sono generalmente considerate come “non accettate dalla comunità scientifica”.

1987 -  l’11 maggio 1987 segnò un altro momento importante della controversia: l’APA si rifiutò di approvare il DIMPAC (Rapporto della Task Force su Tecniche Ingannevoli e Indirette di Persuasione e Controllo), rapporto proposto dalla psicologa Margaret Singer e da cinque altri studiosi. L’APA rigettò il rapporto in un Memorandum dell’11 maggio 1987 in quanto esso “manca del rigore scientifico e del giusto approccio critico necessario per l’imprimatur APA”. Vale a dire che nel 1987 l’APA affermò che le teorie del "lavaggio del cervello" o “persuasione coercitiva”, quando applicate ai nuovi movimenti religiosi, non sono scientifiche.

http://www.dimarzio.info/en/articles/psychology/94-memorandum-apa-1987.html

http://www.cesnur.org/testi/APA.htm

1991 – La Divisione 36 APA (Divisione di Psicologia della Religione) pubblicò questa risoluzione:

“La Commissione Esecutiva della Divisione degli psicologi interessati alle questioni religiose sostiene la conclusione che, al momento attuale, non c’è consenso sull’esistenza di sufficiente ricerca psicologica per paragonare scientificamente la persuasione indebita non-fisica (altrimenti nota come “persuasione coercitiva”, “controllo mentale” o "lavaggio del cervello") a tecniche di influenza normalmente praticate da uno o più gruppi religiosi. Inoltre, la Commissione Esecutiva invita chi fa ricerca in questo ambito a sottoporre proposte per presentare il suo lavoro ai programmi della Divisione”.  (PIRI Executive Committee Adopts Position on Non-Physical Persuasion Winter, 1991)

2007 – Il 16 agosto 2007 il Consiglio dei Rappresentanti APA adottò la Risoluzione sul Pregiudizio Religioso, a Sfondo Religioso, di Derivazione Religiosa.

Nell’Introduzione del documento, il Consiglio dei Rappresentanti APA parla del “pregiudizio basato o derivato dal pregiudizio religioso e antireligioso”. Si afferma che questo tipo di pregiudizio “è stato, e continua ad essere, causa di significativa sofferenza nella condizione umana”. La direttiva dell’American Psychological Association su pregiudizio, stereotipi e discriminazioni fornisce definizioni operative su pregiudizi, stereotipi e discriminazione interpersonale e istituzionale. Tale risoluzione afferma specificamente che:

“I pregiudizi sono reazioni affettive negative o valutazioni di gruppi e loro membri; gli stereotipi sono credenze generalizzate sui gruppi e i loro membri; la discriminazione interpersonale è il trattamento differenziale riservato ad alcuni gruppi e ai loro membri in relazione ad altri gruppi e ai loro membri; e la discriminazione istituzionale implica regole e contesti che creano, attuano, reificano e mantengono la disuguaglianza.” (Consiglio dei Rappresentanti dell’American Psychological Association, 2006).

Inoltre, in un successivo paragrafo la risoluzione fa riferimento alle cosiddette “sette” o “culti” in questo modo:

“Esempi correnti di discriminazione religiosa occulta comprendono la sorveglianza dei governi sull’attività divulgativa delle religioni, l’etichettatura peggiorativa da parte di organismi governativi che definiscono “sette” certi gruppi religiosi, con la  conseguente perdita di libertà religiose e la mancanza di protezione legale per i cittadini appartenenti a fedi non maggioritarie che rimangono vittime di reati animati da odio religioso” (Center for Religious Freedom, 2001, 2003; Dipartimento di Stato US, 2004).

https://www.apa.org/about/policy/religious-discrimination.pdf

Nel suo rapporto, il Sig. Rudy Salles chiede l’introduzione di un articolo del Codice Penale che renda perseguibile l’abuso della debolezza psicologica e/o fisica. Il fatto è che questo tipo di “crimine” non ha basi scientifiche e rappresenta un pericolo per la libertà di coscienza e di religione.

In  Italia abbiamo avuto una legge di questo tipo. Succedeva nel 1930, sotto il regime di Mussolini: la legge sul “plagio” (art. 603) considerava reato il porre la persona in “stato di completa sottomissione”. Il significato della parola italiana “plagio” (“plagium” in latino) è equivalente all’inglese “brainwashing”. Oggigiorno, la propaganda antisette e mediatica utilizza alcuni sinonimi come “manipolazione mentale”, “controllo mentale” e così via... ma il significato non cambia: si afferma che una persona può essere sottoposta a “plagio” dai “culti pericolosi” o “sette”.

L’idea di Mussolini, quando ha voluto questo reato nel Codice Penale, era che i comunisti erano tali solo perché sottoposti a influenza indebita, e questa legge gli permetteva di mandare in carcere quei comunisti accusati di esercitare tale indebita pressione sugli altri al fine di trasformarli in comunisti. Era una maniera sbrigativa per mettere in prigione i suoi più fieri oppositori. Poi, dopo la Seconda Guerra Mondiale, la legge restò in vigore e fu usata per colpire gli omosessuali. L’omosessualità era considerata un modo per manipolare le persone e porle in stato di sudditanza psicologica. L’ultimo episodio scandaloso dell’applicazione di questa legge si verificò negli anni ’70, quando un prete cattolico fu accusato di allontanare i suoi giovani discepoli dalle loro famiglie.

A seguito di quello scandalo, il caso finì davanti alla Corte Costituzionale che, nel 1981, abolì la legge sul plagio. L’abolizione è da ascrivere a numerose ragioni, tra cui:

  • Il primo ambito di critica fu di natura empirica: se presumiamo che tale condizione di sudditanza possa essere ottenuta solamente con strumenti psicologici, il fenomeno del plagio non esiste né può essere dimostrato. La maggioranza degli psichiatri si disse d’accordo su questo punto. Il problema era che l’articolo di legge era troppo vago e indeterminato, perciò contrario al principio costituzionale di legalità.
  • Il secondo ambito di critica fu politico: i critici argomentarono che quella legge nascondeva il tentativo di discriminazione ideologica. Seguendo questa linea di ragionamento, i giudici correvano il rischio di esprimere giudizi sullo stile di vita e su qualsiasi idea contraria all’opinione pubblica prevalente, o addirittura all’opinione maggioritaria della corte, con il pretesto di giudicare metodi di indottrinamento.

Ho personalmente raccolto una vasta bibliografia su questo argomento specifico, un totale di 500 tra libri, articoli e studi, dal 1970 al 2012. Si vedano per esempio:

Galanter, 1993, 1996; Anthony and Robbins, 1992, 1994, 1995b; 2004; Barker, 1984; 1988, 1989, 1995, 1998; Bromley, 1988, 1998abc, 2002; Bromley et al., 1992; Richardson, 1978ab, 1985ab, 1993; Introvigne, 1992, 1996, 1998, 1999ab, 2002; Fizzotti, 1994; Fizzotti et al., 2000; Aletti, 1994; Aletti et al., 1999; Anthony, 1990, 1999, 2001; Barber, 1961; Conn, 1982; Fromm and Shor, 1979; Orne, 1961-1962; Spanos, 1996; Paloutzian, Richardson and Rambo, 1999; Wuthnow, 1976, 1978; Zimbardo and Hartley, 1985; Bird and Reimer, 1982;  Lewis and Bromley, 1987; Wright, 1988; Wright and Ebaugh, 1993; Stark and Iannaccone, 1997; Bromley, 1998; Saliba, 2004; Wulff, 2001; Luckoff et al., 1996; Buxant et al. 2007, Buxant and Saroglou, 2008; Namini and Murken, 2009; Healy, 2011; Rambo, 1993; Rambo and Farris, 2012; Rambo and Bauman, 2012.

Dopo un attento esame di tale letteratura e in base alla mia quasi ventennale esperienza sul campo, posso affermare quanto segue: mentre le teorie antisette su "lavaggio del cervello" o controllo mentale sono state ampiamente rigettare dalla comunità accademica (con rare eccezioni), forme di persuasione o influenza basate su rappresentazioni false o comunque non etiche continuano a esistere nella vita quotidiana e anche all’interno di alcuni Nuovi Movimenti Religiosi. È un dato di fatto che questo tipo di abuso può provocare seri problemi alle persone. Tuttavia, le rappresentazioni fuorvianti sono piuttosto diverse dal "lavaggio del cervello", o “controllo mentale”, o “manipolazione mentale”.

Il Sig. Rudy Salles afferma che queste leggi repressive per combattere il reato di plagio “Sarebbero estremamente utili e potrebbero avere un effetto sia di sanzione che di dissuasione”.

Essendo esperta di questioni psicologiche e educative, oltre che nel campo della Libertà di Religione o Credo in relazione alle minoranze religiose, posso affermare, con il sostegno della comunità scientifica, che questa idea non trova fondamento né nei dati scientifici, né nella ricerca empirica. È solo l’espressione di un’ ideologia intollerante che ha già provocato gravi danni a bambini e genitori appartenenti alle minoranze religiose di molti paesi, Italia compresa. Posso confermare che in Italia, negli ultimi 30 anni, membri di minoranze religiose, in particolare bambini, hanno sofferto discriminazione e isolamento in diversi modi.

Conclusioni

In conclusione, è mia convinzione che approvare leggi repressive per combattere il crimine di “manipolazione mentale”, come il Sig. Rudy Salles suggerisce nel suo rapporto, non solo è inutile, ma anche molto pericoloso per la libertà di coscienza, la libertà di religione e la democrazia in generale.

Ritengo che il Consiglio d’Europa dovrebbe scegliere un’altra modalità per trattare gli “abusi psicologici” sui minori o su chiunque altro: prevenzione, educazione e informazioni attendibili sui Nuovi Movimenti Religiosi sono l’unico modo per affrontare questa questione. In particolare, la prevenzione inizia in famiglia. Inoltre, i governi devono essere molto cauti: nel trattare la cosiddetta “minaccia della manipolazione mentale” dovrebbero usare azioni positive ed evitare ogni tipo di repressione.

Se c’è chi manipola il prossimo, o se c’è stato abuso della debolezza psicologica e/o fisica, i governi dovrebbero migliorare l’educazione, le leggi e le strategie sociali al fine di promuovere la libertà di coscienza e la difesa dei diritti umani. Ritengo che questa sia la cosa migliore da fare poiché rafforzare la libertà di pensiero, di coscienza e di credo ci permetterebbe di affrontare il problema da una prospettiva culturale e sociale, piuttosto che da una prospettiva individualistica. Questa è la sola soluzione al problema, se vogliamo evitare la violazione dei diritti umani.

Mi auguro che i membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa si mantengano in linea con il loro mandato e rigettino questa risoluzione, o almeno la rettifichino profondamente così da rispettare gli standard fondamentali dei diritti umani.

Se avesse qualche domanda, non esiti a contattarmi.

 

Distinti Saluti,

Raffaella Di Marzio

 

http://www.dimarzio.info/en/

raffaelladimarzio@gmail.com

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Curriculum

Raffaella Di Marzio, ricercatrice in psicologia della religione, nel 2001 ha istituito un Centro di Informazione su Culti, Nuovi Movimenti Religiosi e Movimenti Antisette: il Centro Online www.dimarzio.info. È membro del Consiglio Direttivo della SIPR (Società Italiana di Psicologia della Religione) e Corrispondente per l’Italia di Human Rights Without Frontiers. Ha pubblicato oltre 100 articoli su sette, controllo mentale, Nuovi Movimenti Religiosi e gruppi antisette; ha contribuito alla stesura dell’Enciclopedia delle Religioni in Italia (2013) del CESNUR e di  Religions of the World: A Comprehensive Encyclopedia of Beliefs and Practices, 6 vol., ABC-Clio, Santa Barbara [California] 2010), a cura di J. Gordon Melton e Martin Baumann.

Raffaella Di Marzio è laureata in Psicologia (Università “La Sapienza” di Roma, 1981), Scienze dell’Educazione (Pontificia Università Salesiana, 1981), Storia delle Religioni (Università “La Sapienza” di Roma, 2003) e Scienze Religiose (Istituto di Studi Religiosi Ecclesia Mater, collegato alla facoltà di teologia dell’Università Pontificia Lateranense, 1986).

Dal 1981 insegna religione cattolica alle scuole superiori di Roma ed è Co-Corrispondente per l’Italia di ICSA Today’s News.

Viene richiesta in qualità di esperta di sette in programmi radiofonici e televisivi e tiene conferenze sull’argomento.


Rédigé par EIFRF le Tuesday, April 1st 2014 | Comments (0)

Pietro Nocita is a professor of penal procedure and a penal attorney of Roma.
He taught penal procedure at the University La Sapienza in Roma University which granted him a Diploma for Merit.
He has been the attorney defending the only person in Italy convicted for the crime of Plagio, Mr. Braibanti.
He is the scientific director of the historical legal magazine “The Penal Justice” established in 1893.
He is the President of the Section “La Terza Roma” of the Italian Association of Giuseppe Mazzini (Associazione Mazziniana Italiana).


Professor Pietro NOCITA considerations on Rudy Salles’ draft report at PACE
Considerations on Rudy Salles’ proposal
 
By Professor Pietro Nocita
 
In the ideological and political view of the European States, there is principle which cannot be negotiated: the guarantee for each individual to consider his State of belonging as a home that is common to both believers of all faiths and to non-believers alike.
 
Discrimination of any citizen, based on his/her faith or his non-faith, is not allowed.
 
Every State must prevent anyone from persecuting or discriminating against any person based on their religious faith.
 
There is a necessary corollary that goes along with this non-negotiable right, and this is the fact that the State must protect, not only freedom of conscience but also the freedom of worship and expression; the State must allow everyone to:
 
a)     choose a religious option:
b)    not to choose a spiritual or religious option;
c)     change his/her religious belief
d)    renounce his/her religious belief.
 
Only by operating with this general framework in mind, can States’ domestic legislations or European Directives work without bringing about violations of human rights, which demand the existence of categories of rights that are non-negotiable.
 
The term “religious cult” has assumed a negative meaning and the members of that group are regarded with suspect.
 
In the Christian religion, the first followers were qualified as a “cult” and persecuted severely for a very long time.
 
In our day to day world, a so-called cult has always represented a minority that differs from mainstream thought in relation to a certain view, and in our case, of a religious one.
 
One have to consider that the concept of State itself is based on an underlying social contract, and that – due to its nature – is subject to continuous evolutions and changes.
 
Moving from the principle of an ever changing social contract, there is no doubt that the individual States and the European Union tend to put the single faiths in an acceptable compromise of coexistence.
 
The defense of the truths of the faith professed by a single religion is an integral and inescapable part of a democratic and equal coexistence.
 
The outward expression of one’s faith is an intangible right which derives from the freedom of thought.
 
The duty of a State is not to determine on which side the truth stands: that professed by group A or that professed by group B.
 
The duty of reconciling different positions – by choosing agreed upon regulations that do not violate the principles guaranteed by the Declaration of Human Rights – stands with the political power.
 
Often, due to a manufactured alarmism that lacks any scientific consistency, concerns arise such as that of “brainwashing”, or certain religious groups end up being labeled as psycho-cults.
 
Such formulations are lacking any scientific support and they manifest themselves through attempts of suppression against certain individuals, suppressions assuming violent tendencies or a legal semblance.
 
Sin is not a synonym of crime and laws cannot assume the nature of absolute truth, having the purpose of laying down rules of coexistence.
 
No one can impose a faith, everyone must respect the religious beliefs of others.
 
The Council of Europe, as even recalled by Rudy Salles, had to issue recommendations in 1992 and 1999.
From such recommendations one can deduct that the Council of Europe considered that a specific legislation on the sectarian phenomenon was not necessary, since it was contrary with Article 9 of the European Convention on Human Rights and fundamental freedoms.
 
When in 1999 the Council again took up this topic, they reiterated what was already stated in their recommendation n. 1/78 of 1002.
 
The arguments and proposal of Mr. Rudy Salles, through reference to the protection of minors, contrasts with the position that the Council of Europe has taken on this issue, and tends to damage the non-negotiable rights of the individual.
 
Specifically:
 
a)     There’s no need for a collection of information on cases of abuses connected to cults.
The nature of the abuses, which supposedly consists of a negative influence exerted on minors, is undetermined and generic.
Abuses having the characteristics of a crime are already punished by laws already existing in the individual States.
 
b)    The gathering of information on movements of a religious nature contrasts with the elementary principles of freedom granted to each individual, a freedom guaranteed both at national and European level.
 
c)     We can agree on the scholastic education related to the history of religions.
 
d)    Equal positive consideration can be expressed for the need to respect compulsory school.
 
e)      The creation of a State of Police concerning the phenomenon of the so-called cults is not in compliance with European principles; the means to ascertain abuses already exist and abuses are punished by the laws of the individual States.
 
f)     The reference to psychological-physical weakness of the individual opens the door to abuses, making allusion to conduct that is very difficult to ascertain; such an approach gives cause to judicial abuses and is excluded by all States due to its inherent vagueness.
The admission as civil party of an association strikes against the principle of coexistence of different ideas.
The request for damages on the part of associations, civil parties, is inadmissible, because from any legal case acted upon – related to crimes committed by the so called cults – the associations do not suffer an immediate and direct damage.
 
g)     The financial cost of establishing such entities is totally useless, because in each State there is already an organization entrusted with the research and condemnation of any abuse.
 
h)    Each religion has an impact on the individual practicing it.
The creation of groups of study on movements considered sectarian ones, is useless and in contrast with the principle of the democratic and secular State.
 


Rédigé par Pietro Nocita le Saturday, March 29th 2014 | Comments (0)

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